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L’Avvento del poraccio

Calendario avvento poraccio

A dicembre il poraccio vive un Avvento particolare, tutto suo. Conta i giorni, le ore, i secondi. Giace nell’attesa, in uno stato di sospensione, in un limbo temporale. Fissa il calendario, apre le finestrelle, cerchia i giorni. E poi finalmente arriva il momento tanto agognato: LA TREDICESIMA!

Il poraccio va sul conto online di Poste Italiane, guarda l’accredito e…Niente, pure quest’anno ci escono tre zamponi precotti di Lidl e un paio de mutande rosse di Oviesse per Capodanno!

L’unica consolazione è parlare con l’amico ancora più poraccio che la tredicesima non ce l’ha proprio. Oppure incontrare l’amico ultra poraccio e disoccupato che, per il pranzo di Natale, mangerà uno dei zamponi di Lidl che devolverai in beneficenza al suo frigo vuoto e disperato in cui piangono pure le cipolle.

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Regali di Natale: il riciclo poraccio

regali-riciclati

L’acquisto dei regali di Natale è una lenta e inevitabile tortura. Amici, parenti e partner si aspettano qualcosa da scartare. Nessuno può esimersi da questa consuetudine sociale dannosa per la mente e per il portafogli. Qualche poraccio ha tentato di rinnegarla proclamando la propria conversione all’Islamismo, ma l’ingerimento compulsivo di cotechini e zamponi, accompagnati da fiumi di vino, hanno finito per smascherare la finta adesione ai precetti di Allah.

Fortunatamente c’è una pratica che viene in aiuto a tutti i poracci: il riciclo. In base alle modalità con cui questi rifilano vecchi doni, possono essere classificati in tre categorie:

 

  • PORACCI SPUDORATI

Questo tipo di poracci non percepisce la connotazione negativa attribuita al riciclo e lo attua senza limiti e con assoluta nonchalanche. Non pensa molto prima di consegnare i pacchi, non riflette su come far corrispondere al meglio l’oggetto donato al destinatario. E così regala Cento sfumature di grigio alla nonna ipovedente e semianalfabeta, il contapassi allo zio mezzo sciancato, la maschera per capelli alla cugina con l’alopecia. Certe volte dimentica pure di togliere il vecchio biglietto di auguri. La nonna prende il libro e si fa leggere il messaggio dal nipotino: «Uno spunto per le nostre notti focose. Ti desidero».

nonna riceve regali riciclati

  • PORACCI ANSIOGENI

Sono quelli divorati dai sensi di colpa e temono di essere scoperti. Al momento della consegna iniziano a sudare come gli schiavi nei campi di cotone, a togliersi strati di vestiti nonostante le temperature da steppa siberiana. Diventano paonazzi in viso, la pressione si alza pericolosamente e dalla bocca iniziano a uscire parole senza senso. Il climax psicosomatico viene raggiunto all’apertura dei regali: il battito cardiaco sembra il trotto di Varenne e l’infarto è dietro l’angolo. Se il ricevente sorride e ringrazia, i parametri vitali dei poracci tornano nella norma. Ma se il destinatario assume un’espressione interdetta e muove le labbra per dire qualcosa, per i poracci più deboli è subito ambulanza.

 

  • PORACCI GRAN MAESTRI

Questi poracci sono supremi maestri nell’arte del riciclo. Lo mettono in pratica con abilità ed eleganza. Sembra quasi abbiano frequentato un apposito master a Oxford. Contraffanno alla perfezione targhette, preparano con cura il packaging ed eseguono approfonditi studi di marketing. Quando consegnano i regali si lanciano in accurate descrizioni del prodotto, dall’origine della materia prima fino ai processi della lavorazione. «Questa sciarpa in lana merinos è stata tinta a mano con colori naturali da artigiane indiane. È impreziosita con pietre verdi del Pacifico Orientale, estratte con l’immersione in apnea». In realtà è una pashmina acrilica comprata dai cinesi su cui bambini sfruttati hanno cucito frammenti di vetro raccolti nelle discariche.