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San Valentino e il marketing poraccio

Cupido poraccio

San Valentino era un santo ricco. Nacque in una famiglia patrizia e divenne vescovo a soli 21 anni. In altre parole un figlio di papà dalla carriera fulminea.

Già dall’agiografia si intuisce che Valentino non poteva avere a cuore i poracci. Il suo culto ne è la dimostrazione. Ogni anno, a inizio febbraio, cominciano a comparire gadget di ogni tipo per gli innamorati, per lo più utili come una forchetta nel brodo. Ogni prodotto o servizio viene personalizzato per la coppia. A discapito del pezzente che deve celebrare in qualche modo il suo amore spendendo tutti gli spicci in:

SCATOLE CUORIFORMI DI CIOCCOLATINI

Baci Perugina per San Valentino A San Valentino tutte le confezioni si trasformano in cuori di dimensioni spropositate, dalle grafiche accattivanti e dai colori originali che vanno dal rosso chiaro al rosso scuro (la nuance più audace è il bordeaux). Quest’anno, poi, Perugina ha scelto di inserire nei suoi Baci alcune frasi tratte dalle
canzoni di Laura Pausini. Testimonial molto credibile e quanto mai azzeccata: Marco se n’è andato nel 1993 e non è mai più tornato!

PELUCHE FROM CHINA WITH LOVE

Per la festa degli innamorati le fabbriche cinesi sono in fermento e tirano fuori tutta la loro fantasia. Eccezionalmente, agli orsi sintetici e spelacchiati prodotti in serie, viene aggiunto tra le zampe un cuore con impresse frasi profonde come le didascalie di Cioè.

MENÚ SPECIALI AL SACCAROSIO

Menù di San Valentino

 

 

Anche i ristoranti attendono trepidanti il 14 febbraio. I menù diventano liste di portate dalle denominazioni smielate che fanno insorgere il diabete anche nei soggetti sani: “Strali di Cupido su vellutata di Venere; straccetti afrodisiaci con fonduta ai frutti della passione;  tortino al cioccolato con cuore caldo palpitante”.

In conclusione, a San Valentino il cacao dei cioccolatini è sempre lo stesso, i peluche rimangono spelacchiati e made in China, i ristoratori propongono piatti identici a tutti gli altri giorni, ridicolizzandone solo i nomi e aggiungendo fragole a cazzo di cane. L’unica differenza è che i prezzi lievitano e al poraccio, invece di battere forte il cuore, rode tanto il culo!

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Coupon: il grande inganno

coupon da ritagliareGroupon, Groupalia, Let’s bonus fottono il cervello. Questi e gli altri siti di sconti e coupon creano false esigenze e l’idea che soddisfacendole si facciano grandi affari. «Sessanta lezioni di cucina creativa vietnamita a domicilio a soli 60 €», «Una giornata da falconiere a 24,90 €», «Profumi ai ferormoni per lui e lei a 14,90 €». Sono solo alcuni dei migliaia di subdoli coupon che inondano questi portali.

Coupon Falconiere per un giorno

Coupon profumi ai ferormoniI poracci solitamente sono piuttosto oculati e poco inclini alle trappole del marketing, ma offerte insidiose possono indurli a perdere la bussola e smarrire la retta via. I coupon, infatti, fanno leva sul desiderio inconscio di ogni poraccio di uscire temporaneamente dalla situazione d’indigenza e comprare qualcosa che sia slegato dai bisogni primari, alla base della piramide di Maslow, come rotoli di carta igienica, pacchi di pasta, barattoli di pelati.

Tuttavia, quando i poracci frastornati dall’ebbrezza dei coupon riacquistano lucidità, si rendono conto che:

  • In Vietnam mangiano germogli di soia e involtini di verza, quindi c’è poco da creare
  • Non sopportano i canarini in gabbia, figuriamoci un falco piantato sul braccio
  • Non bastano i profumi ai ferormoni per rimorchiare se Madre Natura si è accanita contro di loro fin dalla nascita

La coscienza dell’errore, però, arriva tardiva e quindi i pezzenti si ritrovano:

  • Con lo chef vietnamita che spadella per sei mesi nell’angolo cottura di 2 metri² (all’interno dell’open space in cui dormono altri 10 coinquilini)
  • Un braccio martoriato dalle zampe del falco penetrate fin sotto l’epidermide
  • Indumenti imbevuti di profumo ai ferormoni che non fanno che mettere in fuga più velocemente le persone.
  • 100 € buttati al vento e mai una gioia