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Il capolinea poraccio

Funerale Ikea

 

Chi nasce poraccio, muore poraccio. Il triste assioma va interpretato alla lettera. In attesa che Ikea metta in commercio le bare low cost da montare attorno al defunto – per forza di cose rigido e poco collaborativo – si possono valutare altre soluzioni. Come l’Outlet del funerale che, a dispetto del nome, non è un centro commerciale dove trovare bare e modelli di lapidi delle passate collezioni. Si tratta di un’impresa lombarda che vende funerali su Internet garantendo il massimo risparmio. Nel sito spicca la sezione Offerte: si va dal funerale anticrisi a quello vip gold. Il primo è votato all’essenziale e comprende il pacchetto morto+cassa+becchini. Coloro che in vita hanno messo da parte più soldi, invece, possono andarsene con un altisonante funerale vip gold che promette «cofani funebri esclusivi, vere e proprie opere d’arte eseguite da maestri della street art». Detto con parole meno promozionali: la cassa viene imbrattata da madonnari che dipingono per strada o da writers che riempiono le metro di graffiti.

funerale a ratePer chi volesse rimanere coerente fino alla fine con la propria natura di poraccio, c’è Taffo, un’agenzia di pompe funebri che permette di dilazionare il pagamento del funerale. Il pezzente, infatti, è talmente affezionato alle rate che non vuole rinunciarci nemmeno sotto terra. I cartelloni pubblicitari di Taffo recitano: «Per morire e pagare c’è sempre tempo». Sperando che nell’aldilà non ci sia il recupero crediti.

 

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Lo scroccone 2.0

Bumers, il portale scroccone

Quando al bar con gli amici arriva il conto, la dissolvenza effetto slide di Power Point non è abbastanza tecnologica. In un mondo sempre più connesso e hi-tech lo scroccone deve evolversi.

Lo sbafo ora viaggia sul web e ha un portale dedicato: www.bumers.com. L’homepage chiarisce di cosa si tratta: «un metodo di finanziamento tra amici. Un modo per scroccare piccoli desideri».

Una descrizione eufemistica per indicare un sito dove decine di poracci provano disperatamente, attraverso l’inserimento di annunci, a racimolare qualche spiccio. Lo scroccone fissa una somma e gli utenti possono contribuire a raggiungerla.

La fauna di pezzenti presenti su Bumers meriterebbe uno studio sociologico approfondito, ma sommariamente può essere semplificata così:

Bacheca scroccona

 SCROCCONI IN CERCA DI BENEFICENZA

Sono quelli che negli annunci forniscono descrizioni della loro vita a metà tra David Copperfield e I Miserabili. Esistenze disgraziate fatte di sfruttamento da combattere, debiti da estinguere, bocche da sfamare e accidenti da fronteggiare. Cercano di fare leva su pietà e compassione. Come l’operaio che ha bisogno di 1.500 € per comprare l’apparecchio al figlio che ha un campo di Tetris al posto della bocca; il disoccupato che vuole fare causa al datore di lavoro che prima gli dimezza lo stipendio (già prossimo al volontariato) e poi lo licenzia ingiustamente; la classe che vuole aiutare in stile Cuore un compagno che si dimentica sempre la merenda e ha contratto debiti con tutta la scuola.

 

SCROCCONI CON VELLEITÀ DA IMPRENDITORI

Sono quelli che, pur aprendo il portafogli e sentendo il rumore dell’eco, vorrebbero riscattarsi e diventare grandi businessmen. Per esempio c’è la signora che, dopo aver lavorato per anni e al limite della schiavitù in una scuola di danza, vorrebbe aprirne una propria. C’è il dj squattrinato che sogna uno studio di registrazione per diventare produttore musicale. C’è una coppia che chiede sostegno finanziario per promuovere il suo sito e-commerce di sexy toys.

 

SCROCCONI SPUDORATI

Sono quelli che non provano alcuna vergogna e la dignità se la mangiano a colazione insieme ai Pan di stelle. Le loro richieste sono così fastidiose da provocare orticaria diffusa. Ci sono due sorelle che vorrebbero 8.000 € per l’acquisto di una microcar per «poter andare a scuola senza essere infastidite e molestate sull’autobus». C’è un padre che vorrebbe stupire i propri figli con un’armatura da Iron Man da 700 € con cui li andrebbe «a prendere a scuola e animerebbe i loro compleanni e quelli degli amichetti». C’è un tizio che chiede 70 € per il videogame Fifa 2017 perché è da quando ha la Play Station 2 che ci gioca e, nonostante ora abbia i capelli bianchi, non si è ancora stancato.

Ora capisco la povertà, la concentrazione di disgrazie, i sogni imprenditoriali, ma agli scrocconi sfacciati bisognerebbe dire due cosette (in romanesco perché più efficace).

Al padre supererIron Man scrocconeoe: «Ma un costume da pagliaccio non te piace proprio? Solo la corazza di Iron Man riesce a emozionà ‘sti ragazzini? E comunque se te presenti davanti scuola conciato con quell’accrocco rosso e giallo, chiamano la Neuro e te levano pure la patria potestà».

 

Alle sorelle comodine: «In effetti l’autobus è un luogo ‘na cifra pericoloso. Un Bronx su quattro ruote. Se rischia la vita ogni giorno, circondati da gente che va a lavorà e vecchi che se vogliono sedé. La microcar è veramente l’unica speranza de sopravvive a st’ inferno».

 

Al signore giocherellone: «A zì, c’hai i capelli bianchi e du scudi de vita e stai a pensà ancora a Fifa 2017? Tra l’altro co l’artrosi non riesci manco più a spigne i tasti der joystick. Ma perché non cambi passatempo? Pure lo scopone scientifico te può dà grandi soddisfazioni!».

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Villa multipiano con giardino? Meglio vivere in una casa piccola

Coppia in casa piccola

 

Recentemente è uscito il libro Vivere in piccolo. Sottotitolo: La gioia di abitare in un pugno di metri quadri.Libro Vivere in piccolo

In effetti è tutto più bello quando vivi un monolocale in cui puoi cucinare comodamente seduto sulla tazza perché basta allungare il braccio per arrivare ai fornelli o poter mangiare sdraiato sul letto dato che dormi accanto al frigorifero.

 

L’autrice francese Dominique Loreau avvalora la sua tesi sui vantaggi di una casa piccola con argomentazioni incontrovertibili.

  • Maggiore intimità familiare

Basti pensare al momento del risveglio quando tutti i membri del nucleo familiare condividono il bagno: 5 m² raggiungono la stessa densità demografica di piazza Tienanmen durante il Capodanno cinese. Bisogna lavarsi i denti con in groppa la suocera che si sfila la dentiera e nell’orecchio il phon a 4000 watt della figlia che si liscia la frangia per andare a scuola. La mattina è una grande occasione per migliorare l’affiatamento e sentire tutto il calore della famiglia.

  • Meno tempo per mettere in ordine

Peccato che nella casa di Polly Pocket la polvere riesca a stratificarsi prima perché ha meno spazio per depositarsi e che gli abiti e gli oggetti si accumulino in men che non si dica. Se non si pulisce per più di due giorni, Roberto Giacobbo si trasferisce nel soggiorno lillipuziano per una puntata speciale di Voyager sulle favelas di Rio, Federica Sciarelli si collega in diretta con Chi l’ha visto? dalla camera da letto soppalcata in cui è scomparso il nonno tra montagne di vestiti, Riccardo Iacono lancia ai microfoni di Presa Diretta l’allarme di una nuova Terra dei fuochi trasmettendo le immagini del cucinotto sommerso dall’immondizia e invaso dai gabbiani.

 

  • Meno oggetti, più tempo da dedicare a se stessi e alla meditazione

casa piccolaUna casa grande piena di oggetti sottrarrebbe tempo ed energie e complicherebbe la vita. Deve essere davvero sfibrante attivare l’idromassaggio della Jacuzzi, regolare la luminosità del televisore al plasma, appendere quadri e camminare su tappeti persiani. La casa del poraccio, invece, è minimale. C’è lo stretto indispensabile. A volte nemmeno quello. Tuttavia si dispone di più tempo per la riflessione. Soprattutto per meditare sui picchi di poraccitudine e pezzenza raggiunti.