IL PORACCIO TERRONE: IL RITORNO SALVIFICO NELLE TERRE NATÌE

La vita del poraccio terrone può raggiungere livelli di miserabilità elevatissimi. Costretto a lasciare il paese natìo con il trolley di cartone, raggiunge terre lontane, spesso ostili. Per questo la sua sopravvivenza dipende dalla stretta connessione che mantiene con le radici. Il pezzente terrone che si sposta al nord, si cala periodicamente giù per lo Stivale e le discese hanno un diverso grado di pezzenza.

Pacchi terroni poracci

LIVELLO BASE: IL RIFORNIMENTO MANGERECCIO

Almeno una volta al mese il terrone scende a casa. La famiglia lo accoglie come un reduce di guerra, lo scruta da capo a piedi per poi constatare un dimagrimento allarmante. Genitori e nonni rimproverano una perdita di floridezza del viso e un prosciugamento preoccupante delle membra. Per rimediare a questa metamorfosi degna dell’intervento della Corte europea dei diritti dell’uomo, il parentado rimpinza l’erede per tutto il periodo di permanenza, imponendo in maniera autoritaria il divieto assoluto di rifiutare anche una briciola.

Una volta arrivato il momento di ripartire, l’auto usata Auto dei terroni per il ritorno viene riempita con teglie di lasagne, vaschette di parmigiana, bottiglie di passata, vasetti di sottaceti, barattoli di verdure sott’olio, salsicce sottovuoto, salumi incellofanati, taniche di olio e fiaschi di vino. Nei periodi di festa, poi, si aggiungono polli, maiali e agnelli in comode porzioni da congelatore. Nonostante servirebbe un camion con cella frigorifera e rimorchio, i parenti riescono a infilare le cibarie in ogni angolo dell’utilitaria: i peperoni ripieni finiscono sotto il freno a mano, le fettine di corallina dentro il bocchettone dell’aria condizionata, i caciocavalli vengono appesi agli specchietti. Se il poraccio non possiede un mezzo proprio, si opta per la corriera. A Natale e a Pasqua viene presa d’assalto e sommersa da pacchi, buste e valigie piene di cibo. All’interno del pullman l’aria è irrespirabile, tra effluvi di caciotte e insaccati, tanto che l’autista è costretto a guidare in apnea.

 

LIVELLO INTERMEDIO: LA CALATA SANITARIA

Alcuni poracci emigrati si curano solo nel proprio paese d’origine. Le visite specialistiche al nord costano troppo. InTerroni dal dentista particolare problemi odontoiatrici ed esami diagnostici si affrontano solo da Roma in giù. E così ci sono pezzenti con ascessi, denti bucati, gengive erose che resistono strenuamente per settimane. Pezzenti con arti contusi, fratturati o rotti che aspettano il ritorno a casa per la lastra. Se il poraccio, poi, non è tempestivo nell’organizzare la trasferta, il quadro clinico peggiora sensibilmente tanto che il medico sudista non sa più come intervenire.

 

 

LIVELLO ALTO: LA TRASFERTA ESTETICA

Terroni e tinte a domicilioI poracci più attenti all’immagine hanno bisogno di prendersi cura del proprio corpo periodicamente. Ma parrucchieri e centri estetici hanno listini proibitivi nelle grandi città. Perciò si finisce per ricorrere alla figura multitasking paesana che offre una serie di servizi a domicilio a tariffa scontata. Taglio, colore, sopracciglia, depilazione, manicure, pedicure, pulizia del viso, make up, trucco permanente, massaggi. Su richiesta pulisce pure le piastrelle del bagno.

 

LIVELLO TOP: IL VIAGGIO ALL INCLUSIVE

Esiste un poraccio terrone, il cui disagio è molto elevato, che concentra l’adempimento di tutte le incombenze quando fa ritorno nella dimora terrona. Visite mediche, sedute estetiche, shopping e acquisti, disbrigo pratiche burocratiche, manutenzione di oggetti e riparazioni di vestiti. Praticamente nella città d’emigrazione si limita ad andare in bagno (e soltanto perché non può trattenersi per giorni). È convinto che servizi e beni primari siano inaccessibili in qualsiasi altro posto che non sia il suo paese, regno supremo della convenienza. E guai a dire a questo tipo di poraccio che alcune faccende potrebbe sbrigarle benissimo e a prezzi contenuti pure da altre parti. Il rischio è lo stesso a cui andò incontro Galileo quando sostenne per la prima volta che la terra girava intorno al sole.

Galileo

Like

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *