Spiaggia libera poraccia

spiaggia lbera

 

La spiaggia libera è l’habitat estivo del poraccio: frotte di pezzenti si riversano su pochi metri di sabbia e prendono il sole incastrati a mo’ di tetris. Ma niente conchiglie e stelle marine, solo disagio. Anzi tanti disagi:

 

  1. Per caricare la macchina con tutto l’occorrente per una giornata marittima, è necessario il progetto di un ingegnere (meglio se in possesso di un titolo post-laurea). Nell’utilitaria devono entrare borsa da mare, borsa termica, sdraio, sedie, ombrellone, secchielli, palette, racchettoni, maschere e pinne. Nel caso non si disponga di un’auto e si debbano utilizzare i mezzi pubblici, l’arrivo in spiaggia assomiglierà a uno sbarco di profughi. Sfiancati, maleodoranti e disidratati, i poracci non automuniti dovranno posizionarsi a 10 km dalla riva perché già occupata dai poracci motorizzati.

 

  1. Conquistare un posto vicino al mare implica la sveglia all’alba e l’inizio della lotta. Intorno alle 8, infatti, iniziano scene da guerre puniche: le madri di famiglia impugnano ombrelloni come fossero lance e corrono a velocità autostradali per infilzarli al volo a riva. Qualsiasi essere vivente si trovi malauguratamente sul tragitto viene travolto, sotterrato o trafitto senza pietà.

 

  1. spiaggia liberaLa spiaggia libera è un ambiente promiscuo e intergenerazionale dove si trovano fianco a fianco: bambocci che costruiscono castelli con tanto di abusi edilizi, adolescenti pomicioni con lingue roteanti, giocatori di mezza età che bestemmiano per le briscole sfumate, vecchi ipovedenti che tirano le bocce in testa ai bagnanti.

 

  1. Vista la distanza ravvicinata tra poracci, se un pezzente inizia a sudare, comincia a grondare per osmosi pure quello accanto. Se uno sgrulla la sabbia dal telo, quello vicino diventa un peperone gratinato. Se uno si spruzza l’olio abbronzante sul corpo, il vicino ne riceve l’80% negli occhi.spiaggia libera

5. All’ora di pranzo, quando si aprono le borse frigo, si respira un avvolgente mix di fragranze con note di: mortadella, salame, prosciutto, tonno, sottaceto, mozzarella, melone, pesca sciroppata, cocco. Un concentrato di essenze che, a seconda dell’intensità del vento, aleggia per ore e riempie le narici.

6. Dopo pranzo è impossibile muoversi o fare una passeggiata. La spiaggia diventa un tappeto di corpi senza vita, accalcati e stesi a quattro di bastoni. Alcuni russano come il trattore di Rovazzi in tangenziale, altri danno vita a concerti di tube e tromboni. Se si prova a fare quattro passi tra i cadaveri, al respiro pesante si aggiungono urla strazianti per lo schiacciamento di gambe, piedi e unghie.
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Insomma, dopo qualche giornata trascorsa sulla spiaggia libera, il poraccio diventa grande amante della montagna.

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