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1° maggio festa del lavoro poraccio

lavoro

Possibile che il 1° maggio sia diventato solo un’abbuffata di fave e pecorino con successiva partitella a schiacciasette per digerire? Possibile che si pensi solo a cantare Bella ciao con un cannone nella mano destra e un fiasco di Romanella nella sinistra?

Nonostante il lavoro abbia subito trasformazioni radicali, bisogna sempre onorarlo. Anche se nero, precario o sottopagato. E non si deve temere il cambiamento, ma cavalcarlo.

Qui sotto un breve glossario per riuscire a orientarsi nel nuovo mondo del lavoro

 

GLOSSARIO DEL LAVORO PORACCIO

 

CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI

Contratto di lavoro introdotto con il Jobs Act del 2015 che si risponde alla logica: “Oggi lavori, domani chi lo sa”.

 

CURRICULUM MULTIMEDIALE

Nuova tipologia di curriculum vitae che contiene immagini, file audio e video. Per la sua realizzazione servono un diploma all’accademia di cinema, un master in montaggio e un anno di permanenza nella scuola di Amici.

 

FLESSIBILITÀ

annuncio lavoro

Requisito richiesto per qualsivoglia posizione lavorativa e che consiste nella disponibilità ad accettare le seguenti condizioni: orario di lavoro che oscilla tra le 8 e le 12 ore; reperibilità h 24 nei weekend, nei festivi, nella doccia e sulla tavoletta del cesso; trasferte in località sconosciute perfino a Google Earth; trasferimenti nell’emisfero opposto a quello di residenza.

 

PENSIONE

lavoro e pensione

  1. Condizione agognata che si raggiunge poco prima di spirare.
  2. Utopia, sogno irrealizzabile, miraggio.

 

PROBLEM SOLVING

Capacità pretesa da tutti i datori di lavoro che va dal risolvere problemi come il buco dell’ozono fino allo scioglimento di dilemmi che attanagliano l’umanità come l’ordine di nascita dell’uovo e della gallina.

 

STAGE

Periodo di formazione che precede l’eventuale assunzione  e che prevede la preparazione di caffè, l’utilizzo della fotocopiatrice e il procacciamento dei pasti altrui.

 

SOFT SKILLS

Capacità e caratteristiche personali di cui non è ancora chiara l’utilità, ma che vanno obbligatoriamente inserite nel curriculum per allungarlo.

 

 

 

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San Valentino e il marketing poraccio

Cupido poraccio

San Valentino era un santo ricco. Nacque in una famiglia patrizia e divenne vescovo a soli 21 anni. In altre parole un figlio di papà dalla carriera fulminea.

Già dall’agiografia si intuisce che Valentino non poteva avere a cuore i poracci. Il suo culto ne è la dimostrazione. Ogni anno, a inizio febbraio, cominciano a comparire gadget di ogni tipo per gli innamorati, per lo più utili come una forchetta nel brodo. Ogni prodotto o servizio viene personalizzato per la coppia. A discapito del pezzente che deve celebrare in qualche modo il suo amore spendendo tutti gli spicci in:

SCATOLE CUORIFORMI DI CIOCCOLATINI

Baci Perugina per San Valentino A San Valentino tutte le confezioni si trasformano in cuori di dimensioni spropositate, dalle grafiche accattivanti e dai colori originali che vanno dal rosso chiaro al rosso scuro (la nuance più audace è il bordeaux). Quest’anno, poi, Perugina ha scelto di inserire nei suoi Baci alcune frasi tratte dalle
canzoni di Laura Pausini. Testimonial molto credibile e quanto mai azzeccata: Marco se n’è andato nel 1993 e non è mai più tornato!

PELUCHE FROM CHINA WITH LOVE

Per la festa degli innamorati le fabbriche cinesi sono in fermento e tirano fuori tutta la loro fantasia. Eccezionalmente, agli orsi sintetici e spelacchiati prodotti in serie, viene aggiunto tra le zampe un cuore con impresse frasi profonde come le didascalie di Cioè.

MENÚ SPECIALI AL SACCAROSIO

Menù di San Valentino

 

 

Anche i ristoranti attendono trepidanti il 14 febbraio. I menù diventano liste di portate dalle denominazioni smielate che fanno insorgere il diabete anche nei soggetti sani: “Strali di Cupido su vellutata di Venere; straccetti afrodisiaci con fonduta ai frutti della passione;  tortino al cioccolato con cuore caldo palpitante”.

In conclusione, a San Valentino il cacao dei cioccolatini è sempre lo stesso, i peluche rimangono spelacchiati e made in China, i ristoratori propongono piatti identici a tutti gli altri giorni, ridicolizzandone solo i nomi e aggiungendo fragole a cazzo di cane. L’unica differenza è che i prezzi lievitano e al poraccio, invece di battere forte il cuore, rode tanto il culo!

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L’Avvento del poraccio

Calendario avvento poraccio

A dicembre il poraccio vive un Avvento particolare, tutto suo. Conta i giorni, le ore, i secondi. Giace nell’attesa, in uno stato di sospensione, in un limbo temporale. Fissa il calendario, apre le finestrelle, cerchia i giorni. E poi finalmente arriva il momento tanto agognato: LA TREDICESIMA!

Il poraccio va sul conto online di Poste Italiane, guarda l’accredito e…Niente, pure quest’anno ci escono tre zamponi precotti di Lidl e un paio de mutande rosse di Oviesse per Capodanno!

L’unica consolazione è parlare con l’amico ancora più poraccio che la tredicesima non ce l’ha proprio. Oppure incontrare l’amico ultra poraccio e disoccupato che, per il pranzo di Natale, mangerà uno dei zamponi di Lidl che devolverai in beneficenza al suo frigo vuoto e disperato in cui piangono pure le cipolle.

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Regali di Natale: il riciclo poraccio

regali-riciclati

L’acquisto dei regali di Natale è una lenta e inevitabile tortura. Amici, parenti e partner si aspettano qualcosa da scartare. Nessuno può esimersi da questa consuetudine sociale dannosa per la mente e per il portafogli. Qualche poraccio ha tentato di rinnegarla proclamando la propria conversione all’Islamismo, ma l’ingerimento compulsivo di cotechini e zamponi, accompagnati da fiumi di vino, hanno finito per smascherare la finta adesione ai precetti di Allah.

Fortunatamente c’è una pratica che viene in aiuto a tutti i poracci: il riciclo. In base alle modalità con cui questi rifilano vecchi doni, possono essere classificati in tre categorie:

 

  • PORACCI SPUDORATI

Questo tipo di poracci non percepisce la connotazione negativa attribuita al riciclo e lo attua senza limiti e con assoluta nonchalanche. Non pensa molto prima di consegnare i pacchi, non riflette su come far corrispondere al meglio l’oggetto donato al destinatario. E così regala Cento sfumature di grigio alla nonna ipovedente e semianalfabeta, il contapassi allo zio mezzo sciancato, la maschera per capelli alla cugina con l’alopecia. Certe volte dimentica pure di togliere il vecchio biglietto di auguri. La nonna prende il libro e si fa leggere il messaggio dal nipotino: «Uno spunto per le nostre notti focose. Ti desidero».

nonna riceve regali riciclati

  • PORACCI ANSIOGENI

Sono quelli divorati dai sensi di colpa e temono di essere scoperti. Al momento della consegna iniziano a sudare come gli schiavi nei campi di cotone, a togliersi strati di vestiti nonostante le temperature da steppa siberiana. Diventano paonazzi in viso, la pressione si alza pericolosamente e dalla bocca iniziano a uscire parole senza senso. Il climax psicosomatico viene raggiunto all’apertura dei regali: il battito cardiaco sembra il trotto di Varenne e l’infarto è dietro l’angolo. Se il ricevente sorride e ringrazia, i parametri vitali dei poracci tornano nella norma. Ma se il destinatario assume un’espressione interdetta e muove le labbra per dire qualcosa, per i poracci più deboli è subito ambulanza.

 

  • PORACCI GRAN MAESTRI

Questi poracci sono supremi maestri nell’arte del riciclo. Lo mettono in pratica con abilità ed eleganza. Sembra quasi abbiano frequentato un apposito master a Oxford. Contraffanno alla perfezione targhette, preparano con cura il packaging ed eseguono approfonditi studi di marketing. Quando consegnano i regali si lanciano in accurate descrizioni del prodotto, dall’origine della materia prima fino ai processi della lavorazione. «Questa sciarpa in lana merinos è stata tinta a mano con colori naturali da artigiane indiane. È impreziosita con pietre verdi del Pacifico Orientale, estratte con l’immersione in apnea». In realtà è una pashmina acrilica comprata dai cinesi su cui bambini sfruttati hanno cucito frammenti di vetro raccolti nelle discariche.