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Oroscoporaccio 2018

oroscopo 2018

 

Cosa hanno in serbo le stelle per il 2018 dei poracci? Questo oroscopo svela il futuro andamento della pezzenza

 

ARIETE

A Capodanno vi siete rimpinzati di lenticchie aspirandole perfino con le narici, nella speranza di un 2018 ricco e prospero. Ma invece di far aumentare le ricchezze, avete fatto crescere la pancia e i gas gastrointestinali. Cambiate legumi e state lontani dal cotechino per il resto dell’anno.

 

 

TORO

Toro

Amate le tradizioni, la routine e le vecchie abitudini vi rassicurano. Ormai siete affezionati anche alla povertà. Non c’è da temere: vi accompagnerà per tutto il 2018.

 

 

GEMELLI

Gemelli

Il desiderio di svoltare è forte e con il nuovo anno siete di fronte a un bivio. Purtroppo l’influenza di Urano vi farà sbagliare strada e finirete contro un palo.

 

 

CANCRO

Cancro

Per il 2018 sognate un lavoro ben retribuito, pieno di soddisfazioni e ricco di nuovi stimoli. Ma gli unici che non bruceranno i vostri CV saranno i McDrive e i call center del Folletto.

 

 

LEONE

Leone

 

Avete voglia di cambiare aria e misurarvi in nuove sfide. Vi piace l’idea di trasferirvi all’estero. Ma con i 5 euro del porcellino al massimo arrivate a Santa Marinella con la corriera. Meglio tentare di sopravvivere in patria.

 

 

VERGINE

Vergine

Nella prima metà del 2018 conoscerete una persona che potrebbe rimanere per sempre nella vostra vita. Ma non è l’anima gemella, bensì l’impiegato dell’Agenzia delle entrate.

 

 

BILANCIA

Bilancia

Vi sentite pronti a fare investimenti importanti. Dovete solo avere un po’ di pazienza: prima o poi anche le banche accetteranno i baiocchi della Mulino Bianco.

 

 

SCORPIONE

Scorpione

 

Da tempo desiderate una casa tutta per voi, un’indipendenza economica, una vita indipendente. Il primo passo è uscire dalla cameretta e cercare un’altra entrata oltre la paghetta.

 

SAGITTARIO

Sagittario

Vorreste lavorare meno e avere più tempo libero da dedicare a voi stessi. Non è consigliabile, però, lasciare da sola l’ottantenne cieca e zoppa a cui badate per andare a ubriacarvi con la birra cinese del bengalino sotto casa.

 

CAPRICORNO

Capricorno

Dopo tanti sacrifici finalmente è arrivato il momento di raccoglierne i frutti. Spaccate il salvadanaio e andate a comprarvi questi due ghiaccioli al limone. Ci uscirà anche la mancia per il barista.

 

ACQUARIO

Acquario

Il 2018 avrà un inizio scoppiettante e gennaio sarà un mese di ricchezza e abbondanza. Peccato per i restanti 11 mesi di fame e miseria. Le buste di Natale non durano in eterno.

 

PESCI

Pesci

La lista dei buoni propositi include anche la parsimonia e l’oculatezza economica. Ma a fine gennaio Saturno si metterà di traverso e nel giro di pochi giorni dilapiderete i vostri pochi spicci. A febbraio meglio iniziare a trovare un ponte confortevole.

 

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Incontri poracci del 3° tipo

Le 4 categorie di pezzenti superior che i pezzenti basic non vorrebbero mai incontrare

ROSAVENDOLO MASOCHISTA

rosavendolo poraccioIl fioraio ambulante si avvicina al tavolo della trattoria dove è seduta la coppia poraccia e piazza una rosa nella mano della ragazza. Non si preoccupa minimamente del fatto che le spine le vadano a trafiggere il palmo. Durante la tortura inflitta gratuitamente, il rosavendolo racconta tutta la sua vita caratterizzata da eventi luttuosi, prole numerosa, emigrazione forzata, sopravvivenza faticosa. Il pezzente maschio, per evitare che la sua compagna perda l’uso dell’arto, paga la rosa mezza appassita e con 100 spine per ogni centimetro di stelo.

 

PARCHEGGIATORE MIMETICO

parcheggiatore poraccioDopo che il pezzente ha girato per ore in cerca delle strisce bianche, ha impiegato 30 minuti per parcheggiare in uno spazio che provoca claustrofobia pure a  una formica, ha contratto il corpo e piegato gli arti per uscire dall’auto, si materializza improvvisamente dall’asfalto il parcheggiatore abusivo. Non solo non ha aiutato nelle manovre, ma con il suo mimetismo stradale causa pure un mezzo infarto. Non contento delle patologie cardiache che ha fatto insorgere, chiede un’offerta libera stabilendo però quella minima. Se nella macchina ci sono più passeggeri, pretende addirittura il pagamento pro-capite. Parte quindi la contrattazione per stabilire un forfait.

 

LAVAVETRI ARTISTA

lavavetri poraccioQuando il poraccio esce dall’autolavaggio e si ferma al semaforo, il lavavetri artista  fiuta l’odore di pulito e si fionda sul parabrezza. Inizia a sfregarlo energicamente con movimenti decisi. Disegna con la schiuma poligoni irregolari e si cimenta nell’astrattismo. In caso il conducente sia una donna, l’artista incompreso dipinge cuori giganti. Poi risciacqua lentamente le sue opere con l’acqua limpida del Gange. Quindi appiccica tutta la faccia sul finestrino finché non scatta il verde e il poraccio è costretto a pagare per impedire il linciaggio da parte della fila retrostante di bestie di satana che suona il clacson con mani e piedi.

 

CARRELLISTA INDOLENTE

carrellista poraccioQuando il poraccio si reca al discount per fare la spesa e s’incolla tonnellate di prodotti in offerta, torna faticosamente verso l’auto per caricarla. Nel tragitto cadono confezioni e barattoli, il carrello sbanda ripetutamente, si travolgono vecchietti con pochi riflessi. Una volta finita l’operazione e incastrato tutto nel bagagliaio in modalità Tetris, arriva di corsa un uomo generoso che si offre di riportare il carrello al suo posto per intascarsi l’euro. Del resto l’altruismo merita sempre una ricompensa.

 

 

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Spiaggia libera poraccia

spiaggia lbera

 

La spiaggia libera è l’habitat estivo del poraccio: frotte di pezzenti si riversano su pochi metri di sabbia e prendono il sole incastrati a mo’ di tetris. Ma niente conchiglie e stelle marine, solo disagio. Anzi tanti disagi:

 

  1. Per caricare la macchina con tutto l’occorrente per una giornata marittima, è necessario il progetto di un ingegnere (meglio se in possesso di un titolo post-laurea). Nell’utilitaria devono entrare borsa da mare, borsa termica, sdraio, sedie, ombrellone, secchielli, palette, racchettoni, maschere e pinne. Nel caso non si disponga di un’auto e si debbano utilizzare i mezzi pubblici, l’arrivo in spiaggia assomiglierà a uno sbarco di profughi. Sfiancati, maleodoranti e disidratati, i poracci non automuniti dovranno posizionarsi a 10 km dalla riva perché già occupata dai poracci motorizzati.

 

  1. Conquistare un posto vicino al mare implica la sveglia all’alba e l’inizio della lotta. Intorno alle 8, infatti, iniziano scene da guerre puniche: le madri di famiglia impugnano ombrelloni come fossero lance e corrono a velocità autostradali per infilzarli al volo a riva. Qualsiasi essere vivente si trovi malauguratamente sul tragitto viene travolto, sotterrato o trafitto senza pietà.

 

  1. spiaggia liberaLa spiaggia libera è un ambiente promiscuo e intergenerazionale dove si trovano fianco a fianco: bambocci che costruiscono castelli con tanto di abusi edilizi, adolescenti pomicioni con lingue roteanti, giocatori di mezza età che bestemmiano per le briscole sfumate, vecchi ipovedenti che tirano le bocce in testa ai bagnanti.

 

  1. Vista la distanza ravvicinata tra poracci, se un pezzente inizia a sudare, comincia a grondare per osmosi pure quello accanto. Se uno sgrulla la sabbia dal telo, quello vicino diventa un peperone gratinato. Se uno si spruzza l’olio abbronzante sul corpo, il vicino ne riceve l’80% negli occhi.spiaggia libera

5. All’ora di pranzo, quando si aprono le borse frigo, si respira un avvolgente mix di fragranze con note di: mortadella, salame, prosciutto, tonno, sottaceto, mozzarella, melone, pesca sciroppata, cocco. Un concentrato di essenze che, a seconda dell’intensità del vento, aleggia per ore e riempie le narici.

6. Dopo pranzo è impossibile muoversi o fare una passeggiata. La spiaggia diventa un tappeto di corpi senza vita, accalcati e stesi a quattro di bastoni. Alcuni russano come il trattore di Rovazzi in tangenziale, altri danno vita a concerti di tube e tromboni. Se si prova a fare quattro passi tra i cadaveri, al respiro pesante si aggiungono urla strazianti per lo schiacciamento di gambe, piedi e unghie.
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Insomma, dopo qualche giornata trascorsa sulla spiaggia libera, il poraccio diventa grande amante della montagna.

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Saldi: lo scotto di aspettare lo sconto

Gennaio e luglio sono tra i mesi più attesi dai poracci. Non perché arrivino la befana o le vacanze visto che la calza è bucata e le ferie a Rocca Cannuccia non sono poi così esaltanti. Iniziano però i saldi, cioè la Golden Age delle compere poracce.

Saldi: gli scotti degli scontiIn questo periodo vengono concentrati tutti gli acquisti dell’anno in fatto di abbigliamento. L’unico problema è che i poracci arrivano ai saldi in condizioni al limite della dignità umana. In inverno, per esempio, indossano il giacchetto di pelle e scarpe di tela fino a gennaio rischiando di essere falcidiati dalla polmonite. Per comprare piumini e scarpe invernali soffrono terribilmente per settimane e scongiurano l’ipotermia vestendosi a cipolla, indossando intimo di pile e non allontanandosi mai più di 15 cm dal termosifone.

L’estate fortunatamente è una stagione più benevola, visto che il look si costruisce per sottrazione d’indumenti. Tuttavia i poracci fino a luglio vanno al mare con: costume slabbrato anni 90, borsa da mare di paglia spelacchiata presa in omaggio con i solari, occhiali da sole tarocchi con lenti deformanti cinesi, infradito incollate con lo sputo bengalese che evapora con il caldo. Il segreto per nascondere la poraccitudine è andare nelle spiagge libere più gettonate nelle giornate roventi: la densità demografica di 20 persone e 10 ombrelloni per metro quadrato camufferà lo style “Spring-Summer clochard”.

 

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I 3 (NON) MESTIERI PER DIVENTARE RICCHI IN ITALIA

L’Italia è un Paese di morti di fame, con il Pil sotto l’1% e quasi cinque milioni di persone sotto la soglia di povertà. Ma ci sono alcune attività che rendono bene e assicurano un futuro senza nemmeno bisogno di curriculum, colloqui o sbattimenti.

Ecco tre mestieri per diventare ricchi e svoltare.

1) POLITICANTE ALLO SBARAGLIO

Mestieri per diventare ricchi

Oggi la politica è aperta a tutti, anche ai poracci. Per entrarci basta alzarsi la mattina e fondare un partito. Per il nome della nuova creatura potete rifarvi a fiori, animali, piante o costellazioni. Per stilare il programma, prendete un volantino promozionale, cancellate i prezzi e cambiate qualche parola. Non è necessaria alcuna competenza specifica per ricoprire incarichi governativi o istituzionali. Non serve conoscere l’italiano (vedi Razzi) né il congiuntivo (vedi Di Maio). Potete ignorare l’inglese (vedi Alfano). Non è richiesto nemmeno un livello minimo di giudizio o raziocinio (vedi Salvini). Una volta entrati in Parlamento, non dovrete mai più lavorare, ma solo recarvi sporadicamente a Montecitorio e spingere un pulsante ogni tanto.

 

2) INFLUENCER/OPINIONISTA ONNISCIENTE

Mestieri per diventare ricchi

Tra i mestieri per diventare ricchi, spicca l’opinionista che passa le giornate a sproloquiare in tv sugli argomenti più disparati. Oppure l’influencer che ha un blog, una pagina facebook o un canale Youtube su moda, bellezza, cibo e tecnologia. Sul web bastano poche mosse per il successo:

  • Anche se non capite una ceppa leppa del settore, fingete sicurezza, esperienza e autorevolezza. Tanto chi vi segue è ancora più ignorante di voi
  • Date consigli a casaccio. Per esempio, se avete scelto il mondo del make up, potete suggerire come abbinare gli ombretti allo stato d’animo. Se vi sentiti più adatti al food, inventate ricette con mix disgustosi (tipo tranci di merluzzo ripieni di fontina imbevuta nel succo di papaya), ma che fanno tanto cucina creativa.
  • Realizzate tutorial inutili. La moda è il terreno più fertile, offre tanti spunti: “Come creare il look giusto per i matrimoni invernali di sposi mancini”; “Come realizzare una cinta vintage riciclando le mutande slabbrate”, “Come organizzare l’armadio in base alla luna calante e alla luna crescente”.

Marchi e griffe faranno a gara per inviarvi omaggi e voi non dovrete più pensare a cibo, vestiti, cosmetici e oggetti tecnologici.

 

3) DELINQUENTE/KILLER IMPUNITO

Mestieri per diventare ricchi

Se la retta via proprio non fa per voi e sentite forte il richiamo del crimine, potreste conquistare soldi e fama. Più grossa la fate e più guadagnerete. Lasciatevi ispirare da grandi esempi come Francesco Schettino, Fabrizio Corona, Amanda Knox. Qualsiasi misfatto compiate, l’incapacità degli inquirenti, le lacune del sistema giudiziario o la prescrizione verrà in vostro aiuto. E non solo non trascorrerete mezza giornata in carcere, ma avrete anche la possibilità di scrivere libri, di sceneggiare film, di essere ospitati a Porta a porta con Vespa e il plastico.

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IL PORACCIO TERRONE: IL RITORNO SALVIFICO NELLE TERRE NATÌE

La vita del poraccio terrone può raggiungere livelli di miserabilità elevatissimi. Costretto a lasciare il paese natìo con il trolley di cartone, raggiunge terre lontane, spesso ostili. Per questo la sua sopravvivenza dipende dalla stretta connessione che mantiene con le radici. Il pezzente terrone che si sposta al nord, si cala periodicamente giù per lo Stivale e le discese hanno un diverso grado di pezzenza.

Pacchi terroni poracci

LIVELLO BASE: IL RIFORNIMENTO MANGERECCIO

Almeno una volta al mese il terrone scende a casa. La famiglia lo accoglie come un reduce di guerra, lo scruta da capo a piedi per poi constatare un dimagrimento allarmante. Genitori e nonni rimproverano una perdita di floridezza del viso e un prosciugamento preoccupante delle membra. Per rimediare a questa metamorfosi degna dell’intervento della Corte europea dei diritti dell’uomo, il parentado rimpinza l’erede per tutto il periodo di permanenza, imponendo in maniera autoritaria il divieto assoluto di rifiutare anche una briciola.

Una volta arrivato il momento di ripartire, l’auto usata Auto dei terroni per il ritorno viene riempita con teglie di lasagne, vaschette di parmigiana, bottiglie di passata, vasetti di sottaceti, barattoli di verdure sott’olio, salsicce sottovuoto, salumi incellofanati, taniche di olio e fiaschi di vino. Nei periodi di festa, poi, si aggiungono polli, maiali e agnelli in comode porzioni da congelatore. Nonostante servirebbe un camion con cella frigorifera e rimorchio, i parenti riescono a infilare le cibarie in ogni angolo dell’utilitaria: i peperoni ripieni finiscono sotto il freno a mano, le fettine di corallina dentro il bocchettone dell’aria condizionata, i caciocavalli vengono appesi agli specchietti. Se il poraccio non possiede un mezzo proprio, si opta per la corriera. A Natale e a Pasqua viene presa d’assalto e sommersa da pacchi, buste e valigie piene di cibo. All’interno del pullman l’aria è irrespirabile, tra effluvi di caciotte e insaccati, tanto che l’autista è costretto a guidare in apnea.

 

LIVELLO INTERMEDIO: LA CALATA SANITARIA

Alcuni poracci emigrati si curano solo nel proprio paese d’origine. Le visite specialistiche al nord costano troppo. InTerroni dal dentista particolare problemi odontoiatrici ed esami diagnostici si affrontano solo da Roma in giù. E così ci sono pezzenti con ascessi, denti bucati, gengive erose che resistono strenuamente per settimane. Pezzenti con arti contusi, fratturati o rotti che aspettano il ritorno a casa per la lastra. Se il poraccio, poi, non è tempestivo nell’organizzare la trasferta, il quadro clinico peggiora sensibilmente tanto che il medico sudista non sa più come intervenire.

 

 

LIVELLO ALTO: LA TRASFERTA ESTETICA

Terroni e tinte a domicilioI poracci più attenti all’immagine hanno bisogno di prendersi cura del proprio corpo periodicamente. Ma parrucchieri e centri estetici hanno listini proibitivi nelle grandi città. Perciò si finisce per ricorrere alla figura multitasking paesana che offre una serie di servizi a domicilio a tariffa scontata. Taglio, colore, sopracciglia, depilazione, manicure, pedicure, pulizia del viso, make up, trucco permanente, massaggi. Su richiesta pulisce pure le piastrelle del bagno.

 

LIVELLO TOP: IL VIAGGIO ALL INCLUSIVE

Esiste un poraccio terrone, il cui disagio è molto elevato, che concentra l’adempimento di tutte le incombenze quando fa ritorno nella dimora terrona. Visite mediche, sedute estetiche, shopping e acquisti, disbrigo pratiche burocratiche, manutenzione di oggetti e riparazioni di vestiti. Praticamente nella città d’emigrazione si limita ad andare in bagno (e soltanto perché non può trattenersi per giorni). È convinto che servizi e beni primari siano inaccessibili in qualsiasi altro posto che non sia il suo paese, regno supremo della convenienza. E guai a dire a questo tipo di poraccio che alcune faccende potrebbe sbrigarle benissimo e a prezzi contenuti pure da altre parti. Il rischio è lo stesso a cui andò incontro Galileo quando sostenne per la prima volta che la terra girava intorno al sole.

Galileo

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Il capolinea poraccio

Funerale Ikea

 

Chi nasce poraccio, muore poraccio. Il triste assioma va interpretato alla lettera. In attesa che Ikea metta in commercio le bare low cost da montare attorno al defunto – per forza di cose rigido e poco collaborativo – si possono valutare altre soluzioni. Come l’Outlet del funerale che, a dispetto del nome, non è un centro commerciale dove trovare bare e modelli di lapidi delle passate collezioni. Si tratta di un’impresa lombarda che vende funerali su Internet garantendo il massimo risparmio. Nel sito spicca la sezione Offerte: si va dal funerale anticrisi a quello vip gold. Il primo è votato all’essenziale e comprende il pacchetto morto+cassa+becchini. Coloro che in vita hanno messo da parte più soldi, invece, possono andarsene con un altisonante funerale vip gold che promette «cofani funebri esclusivi, vere e proprie opere d’arte eseguite da maestri della street art». Detto con parole meno promozionali: la cassa viene imbrattata da madonnari che dipingono per strada o da writers che riempiono le metro di graffiti.

funerale a ratePer chi volesse rimanere coerente fino alla fine con la propria natura di poraccio, c’è Taffo, un’agenzia di pompe funebri che permette di dilazionare il pagamento del funerale. Il pezzente, infatti, è talmente affezionato alle rate che non vuole rinunciarci nemmeno sotto terra. I cartelloni pubblicitari di Taffo recitano: «Per morire e pagare c’è sempre tempo». Sperando che nell’aldilà non ci sia il recupero crediti.

 

PORACCI IL POST TERMINA QUI, POTETE SMETTERLA DI GRATTARVI!

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Villa multipiano con giardino? Meglio vivere in una casa piccola

Coppia in casa piccola

 

Recentemente è uscito il libro Vivere in piccolo. Sottotitolo: La gioia di abitare in un pugno di metri quadri.Libro Vivere in piccolo

In effetti è tutto più bello quando vivi un monolocale in cui puoi cucinare comodamente seduto sulla tazza perché basta allungare il braccio per arrivare ai fornelli o poter mangiare sdraiato sul letto dato che dormi accanto al frigorifero.

 

L’autrice francese Dominique Loreau avvalora la sua tesi sui vantaggi di una casa piccola con argomentazioni incontrovertibili.

  • Maggiore intimità familiare

Basti pensare al momento del risveglio quando tutti i membri del nucleo familiare condividono il bagno: 5 m² raggiungono la stessa densità demografica di piazza Tienanmen durante il Capodanno cinese. Bisogna lavarsi i denti con in groppa la suocera che si sfila la dentiera e nell’orecchio il phon a 4000 watt della figlia che si liscia la frangia per andare a scuola. La mattina è una grande occasione per migliorare l’affiatamento e sentire tutto il calore della famiglia.

  • Meno tempo per mettere in ordine

Peccato che nella casa di Polly Pocket la polvere riesca a stratificarsi prima perché ha meno spazio per depositarsi e che gli abiti e gli oggetti si accumulino in men che non si dica. Se non si pulisce per più di due giorni, Roberto Giacobbo si trasferisce nel soggiorno lillipuziano per una puntata speciale di Voyager sulle favelas di Rio, Federica Sciarelli si collega in diretta con Chi l’ha visto? dalla camera da letto soppalcata in cui è scomparso il nonno tra montagne di vestiti, Riccardo Iacono lancia ai microfoni di Presa Diretta l’allarme di una nuova Terra dei fuochi trasmettendo le immagini del cucinotto sommerso dall’immondizia e invaso dai gabbiani.

 

  • Meno oggetti, più tempo da dedicare a se stessi e alla meditazione

casa piccolaUna casa grande piena di oggetti sottrarrebbe tempo ed energie e complicherebbe la vita. Deve essere davvero sfibrante attivare l’idromassaggio della Jacuzzi, regolare la luminosità del televisore al plasma, appendere quadri e camminare su tappeti persiani. La casa del poraccio, invece, è minimale. C’è lo stretto indispensabile. A volte nemmeno quello. Tuttavia si dispone di più tempo per la riflessione. Soprattutto per meditare sui picchi di poraccitudine e pezzenza raggiunti.

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Coupon: il grande inganno

coupon da ritagliareGroupon, Groupalia, Let’s bonus fottono il cervello. Questi e gli altri siti di sconti e coupon creano false esigenze e l’idea che soddisfacendole si facciano grandi affari. «Sessanta lezioni di cucina creativa vietnamita a domicilio a soli 60 €», «Una giornata da falconiere a 24,90 €», «Profumi ai ferormoni per lui e lei a 14,90 €». Sono solo alcuni dei migliaia di subdoli coupon che inondano questi portali.

Coupon Falconiere per un giorno

Coupon profumi ai ferormoniI poracci solitamente sono piuttosto oculati e poco inclini alle trappole del marketing, ma offerte insidiose possono indurli a perdere la bussola e smarrire la retta via. I coupon, infatti, fanno leva sul desiderio inconscio di ogni poraccio di uscire temporaneamente dalla situazione d’indigenza e comprare qualcosa che sia slegato dai bisogni primari, alla base della piramide di Maslow, come rotoli di carta igienica, pacchi di pasta, barattoli di pelati.

Tuttavia, quando i poracci frastornati dall’ebbrezza dei coupon riacquistano lucidità, si rendono conto che:

  • In Vietnam mangiano germogli di soia e involtini di verza, quindi c’è poco da creare
  • Non sopportano i canarini in gabbia, figuriamoci un falco piantato sul braccio
  • Non bastano i profumi ai ferormoni per rimorchiare se Madre Natura si è accanita contro di loro fin dalla nascita

La coscienza dell’errore, però, arriva tardiva e quindi i pezzenti si ritrovano:

  • Con lo chef vietnamita che spadella per sei mesi nell’angolo cottura di 2 metri² (all’interno dell’open space in cui dormono altri 10 coinquilini)
  • Un braccio martoriato dalle zampe del falco penetrate fin sotto l’epidermide
  • Indumenti imbevuti di profumo ai ferormoni che non fanno che mettere in fuga più velocemente le persone.
  • 100 € buttati al vento e mai una gioia
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L’Italia è un Paese di poracci. Lo dice l’Eurispes

Eurispes e poracci

L’Eurispes ha pubblicato il Rapporto Italia 2017 che fotografa la situazione economica, politica e sociale del Paese http://www.repubblica.it/economia/2017/01/26/news/eurispes_per_la_meta_delle_famiglie_i_conti_non_quadrano_e_i_giovani_tornano_dai_genitori-156910353/. La ricerca è grossa come una Bibbia scritta con caratteri per ipovedenti. Un migliaio di pagine per rivelare che l’Italia è una nazione di poracci. Con tutto il rispetto per l’Eurispes, ma non c’era bisogno d’intervistare 1.085 persone per arrivarci.

Eursipes: gli italiani tornano a casa dei genitoriSecondo il rapporto il 48,3% dei connazionali non riesce ad arrivare alla fine del mese. Il 51,7% riuscirebbe ad arrivarci tranquillamente se il mese durasse 15 giorni. Un altro dato rilevante è che il 13,8% del campione è stato costretto ad adottare strategie anti-crisi come tornare a casa dai genitori o da quelli del partner. Per questa fetta consistente di popolazione il vero dramma non sta nel non avere i soldi per l’affitto o per il mutuo, ma nel dover andare vivere con la suocera. Infatti l’86,2% degli intervistati ha scelto di abitare sotto un ponte pur di evitarlo.

Dall’indagine Eurispes emerge che la crisi ha avuto conseguenze anche sugli animali domestici: il 33% degli intervistati ne ha almeno uno in casa, il 10% in meno rispetto al 2016, ed è diminuita la spesa per nutrire e curare i coinquilini a quattro zampe. Insomma quando arrivano le bollette, la ciotola di Fido è vuota come il frigo di Giuliano Ferrara a fine dieta. Desta preoccupazione anche la percentuale di gatti in cassa integrazione o in mobilità, pari al 47,9%. Non si vedono più tanti topi in giardino e i felini romeni costano meno.

L’Eurispes conclude il report sostenendo che, se l’Italia fosse un film, sarebbe Il buono, il brutto, il poraccio oppure Non è un paese per ricchi.